Metamorfosi

PENSIERI, RACCONTI, CRONACHE E POESIE

martedì 13 ottobre 2009

Il signor Zhenlong

Minuto e sorridente, dopo una colazione a base di riso e soia, il signor Zhenlong passeggiava tra la folla. Era la sua mattina di riposo. La fabbrica di sigarette, col suo odore penetrante, era stampata sulla camicia bianca a grandi dalie arancione. Adesso ci voleva una buona sfumacchiata. Si diresse ai giardini al centro della piazza e si sedette a una panchina accanto a una coppia di innamorati, che non si accorsero della sua presenza. Sarebbe stata l'ultima sigaretta: i suoi polmoni chiedevano assolutamente tregua. Estrasse, dalla tasca posteriore dei pantaloni larghi e scuri, il pacchetto coi draghi ocra e sfilò il cilindretto bianco col filtro blu. Alla prima tirata sentì un irrigidirsi del braccio. Alla seconda si appiattì lentamente. Sul viso apparvero linee iridescenti. Continuava una boccata dopo l'altra, rapidamente, osservando la mano perdere tridimensionalità. Si guardò intorno: bimbi gioiosi correvano inseguendosi nel loro gioco misterioso. Gli alberi di mandorlo erano in fiore e nel laghetto azzurro trasparivano tre pesci fluttuanti, uno più minuscolo dell'altro. Solo il cielo gli sembrava sempre più grigio, senza una nuvola, ma sempre più cupo. Finì la sua sigaretta e si alzò: piatto come un cartoncino. Camminava buffamente ruotando le corte zampe ora di qua ora di là. Il cielo si era rischiarato e ora poteva ammirare felice la sua nuova livrea di carta blu a ghirigori. Non sarebbe stata l'ultima sigaretta, fortunatamente!
                                                                                              G.D.

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